Accurre donna e vide
Chioggia-Ve, ottobre 2000La pietà rappresenta il rapporto tutto terreno tra l’uomo e la morte, tra l’aspirazione al divino e lo scontro violento con la realtà transeunte, paradigma di tutto il dolore umano, ma anche presa di coscienza che l’oggetto dell’angoscia è il mondo in quanto tale. La riflessione sull’ineluttabilità della sofferenza si apre e chiude con le poesie della Merini, “violento grido circolare” sull’ interiorizzazione del dolore, attraversando un classico della letteratura religiosa medievale, e la sua rivisitazione moderna, dell’ultima ora di Cristo e del vaneggiamento della madre di lui. Il “Pianto della Madonna” di Jacopone da Todi ha ispirato iconografie di secoli, spettacolo sacro in cui mistero e tenerezza intrecciano un dialogo visionario su cui Dario Fo ha riscritto le sue variazioni, rendendoci una vicenda e un dolore interamente umani, come del tutto terreno è il grido di rabbia e disperazione della Maddalena di Rilke di fronte al corpo riverso di Gesù. Il percorso poetico è accompagnato dalle immagini del gruppo Fatue che in questo intervento hanno interagito in modo non didascalico con musica e parole, cercando di visualizzare oltre il “detto” ciò che, come un’eco profonda, risuona in ognuno e ci fa diventare “angeli/uguali a quelli/che in giorno d’aurora/hanno messo le ali”. (Marta Boscolo)








